Prima di intraprendere lo studio della fuga in dettaglio, voglio esporre una serie di utili avvertimenti di carattere generale, ai quali si potrà ritornare in ogni momento per trarne insegnamenti. Essi sono desunti dal opera di F. A. Vallotti Trattato della scienza teorica e pratica della moderna musica.
La fuga o soggetto fugato è un artificioso componimento, che consiste in un tema con proposta e risposta; costruito in un dato tono e modulato nelle sue principali corde.
Alla proposta deve corrispondere la risposta in tal modo, che se nella proposta si procede per 5° la risposta deve restringersi nella 4°, ritenendo per quanto si può la simiglianza della prima cantilena con l'appoggio di due simili tetracordi che compongono l'8°.
Formate in tal guisa le due prime parti, si introducono poi le due rimanenti: supponendo la fuga a quattro voci, con lo stesso metodo; e le due parti prime devono proseguire la loro cantilena sopra le stesse basi e con la stessa armonia, perché la fuga ben ordinata si riduce pressochè ad un contrappunto doppio all'8°: e però non sarà lecito il fare due quarte seguenti; atteso che nella circolazione delle parti, ne sorgerebbero due 8° e contro gli elementari precetti del contrappunto.
Per mantenere adunque il soggetto nella stessa armonia devesi fare un abbozzo del medesimo con le quattro parti, segnandovi le basi dell'armonia o sia il basso fondamentale, che è la più sicura scorta a consrvare nella melodia l'armonia che unicamente gli conviene.
Devesi perciò stendere il soggetto nella corda principale, da cui si avrà la norma per costruire l'armonia delle quattro parti, che dal principio al fine raggirandosi fra di loro passeranno dall'acuto al grave vicendevolmente, conservando sempre la stessa armonia e questa sempre varia in apparenza, a misura che variamente troverassi disposta nelle varie combinazioni, che possono farsi in qualunque accordo di 1°, 2° o 3° armonia, e dei riversamenti delle dissonanze, qualora ve ne siano e quante ve ne fossero.
Per le modulazioni basteranno le tre corde principali cioè: 1° 4° 5°, affine di non rendersi stucchevoli con la soverchia prolissità. Se però il soggetto, essendo del modo maggiore verbi gratia, può adattarsi anche al modo minore e viceversa, si potrà in tal caso farlo sentire in una corda minore; omettendo la 4° o 5° corda maggiore.
Nel passare poi da corda a corda, conviene di avvertire ai non lasciare mai il soggetto principale, introducendo altre cantilene: come purtroppo si pratica da alcuni.
Le parti debbono senza dubbio avere le loro pause, non solamente per dar respiro ai cantanti, ma inoltre per dar vigore all'armonia e dar forza al soggetto nel rientrare delle parti, e perciò non dovrassi mai dopo la pausa far rientrare parte alcuna, se non con lo stesso soggetto.
La fuga poi per modo di epilogo, deve restringersi verso il fine e se sia possibile, dovrà ciò farsi sopra la 5° corda, prolungata a diverse battute, cui si adatterà tutta l'armonia di cui è capace; non già facendosi lecito (come purtroppo da molti suol farsi) di adattarci ogni sorta di intervallo e di legatura, salvandosi col dire che sopra il pedale è lecita ogni combinazione d'armonia.
Le leggi del contrappunto debbono, per mio parere, osservarsi sempre da principio sino al fine, e il fare altrimenti è una licenza ardita e senza scusa.
Si vogliono premettere alla fuga poche battute in tempo largo. Ma anche in questo proposito è invalso l'abuso, mentre nulla ha che fare il grave che alla fuga suol premettersi.
Dico pertanto che codesto grave fa le veci di prologo o esordio, e pero con le poche battute che si premettono deve annunciarsi il soggetto della fuga; non sià qualunque cosa a capriccio.
Gli strumenti ordinari, cioè i violini sta bene che vadano con le parti servendo loro di rinforzo.
Per gli oboe, quando siano obbligati al componimento, si può formare un andamento fra di loro alternativo ed uniforme al possibile; ma le trombe e i corni da caccia rimangono sempre in libertà di far ciò che possono, attesa la loro imperfezione relativamente alla nostra scala.
I bassi, tanto violoncelli che violoni e fagotti, devono andar col basso cantante; senonchè i violini e i fagotti essendo la penultima nota prolungata a più battute. sta bene c'e lasciato il basso cantante. vadano coi basso continuo cioè con l'organo.
Fin qui si è parlato solamente dei soggetti semplici, ma se ne formano dei doppi ancora. cioè accoppiando al soggetto uno od anche più contrasoggetti. Questi però non debbono introdursi per così dire a forza, onde se vi combinano con naturalezza: bene; se no: meglio sarà farne a meno, dovendosi aver sempre in vista la chiarezza dell'armonia, che dall'introduzione forzata di tal contrasoggetto, facilmente può venir offuscata.
Si possono far dei soggetti cantabili con le stesse leggi press'a poco delle fughe; senonché gli strumenti sta bene che siano obbligati con una cantilena ostinata, cioè simile a se stessa dal principio al fine; lavorando i violini assieme o vero alternativamente. Così pure si farà del basso continuo e delle violette. Che se volessero obbligarsi gli strumenti (come nelle rigorose fughe) a suonare con le parti, riuscirebbe in tal caso troppo languida la sinfonia principalmente in un tempo largo.