Vari consigli utili per la composizione delle fughe
di Giorgio Pacchioni
Nella fuga a 2 parti, esaurita la Proposta, la parte deve continuare a piacere assecondando le armonie della Risposta.
Terminata la Risposta conviene creare una cantilena di poche battute con qualche imitazione, che assomigli al sentimento della Proposta e della Risposta. Tale episodio serve ad interrompere il continuo avvicendarsi di Proposta e Risposta e si chiama Divertimento.
Nelle fughe a 3 o a 4 voci il divertimento si basa su una sola melodia, detta a piacere.
In qualsiasi tipo di fuga, prima di ripresentare la Proposta o la Risposta, la parte deve fare una pausa, per lasciare il dovuto respiro al cantante e dare vigore all' armonia e maggior forza al sentimento.
La pausa deve essere fatta sopra a un'armonia stabile (non dissonante), che superi in durata almeno un quarto di battuta.
Le fughe vanno scritte preferibilmente nelle chiavi di Soprano, Contralto, Tenore e Basso; non si deve eccedere né nel grave né nell'acuto.
Deciso il tono e ideato il sentimento di Proposta, questo può esser tirato «a ragion di fuga», a 2, 3 e 4 parti.
L'ordine di entrata delle voci dipende dalla natura del sentimento e dal numero delle parti che lo devono eseguire.
Di solito Soprano e Tenore si oppongono a Contralto e Basso. Invece a due voci si può utilizzare anche una sola chiave.
Nella fuga a 4 parti, dopo aver introdotto Proposta e Risposta per due volte, si deve modulare a uno dei toni subordinati a quello principale (4° o 5°): si avvertirà allora che la fuga vuole innalzarsi e non scendere, per cui sarà lecito mutare l'ordine delle parti e introdurre il sentimento nel nuovo tono in quella voce che potrà più comodamente esprimerlo con vivacità.
Si faccia sempre attenzione ad evitare con cura quarte parallele tra le parti mezzane, perché rivoltandole diventeranno quinte parallele. Si eviti ancora di utilizzare, in voci diverse, la quinta dell'accordo, perché rivoltando tali parti al basso, non si abbiano troppe 4/6.
Dopo la circolazione di Proposta e Risposta attraverso le modulazioni ai vari toni, si termina la fuga serrando le parti fra loro, con sentimenti somiglianti il più possibile a quello della Proposta e della Risposta, quindi si conclude con alcuni passi su pedale.
Vallotti usa il metodo visto sopra, fuorché quando Proposta e Risposta non siano naturalmente ristrette, quando cioè la Risposta inizia prima che termini la Proposta: si suole terminare allora con una laboriosa conclusione su un lungo pedale.
Nella fuga reale, se la Proposta finisce alla quinta, la Risposta attacca nel momento in cui essa finisce; se la Proposta finisce sul tono, la Risposta attacca prima o dopo la fine della Proposta .
La fuga tonale si produce piegando la Risposta entro i limiti naturali dell'ottava del tono, tenendo conto della sua divisione in una quinta e una quarta.
Si deve escludere sia dalla Proposta che dalla Risposta una qualsiasi modulazione a una corda diversa dalla prima o dalla quinta. Se la Proposta modula dalla prima alla quinta, la Risposta andrà dalla quinta alla prima; se viceversa la Proposta modula dalla quinta alla prima, la Risposta andrà dalla prima alla quinta.
Proposto un Soggetto, si osservi attentamente quando esso cadrà sulla quinta (se comincia sulla prima) o quando cadrà sulla prima (quando comincia sulla quinta) e si provveda a produrre un cambiamento analogo e opposto nella Risposta.