
Giorgio Pacchioni – Fugue Forum

Perché compongo fughe
Dopo una fiamma violenta durata più di 10 anni, in cui appresi (per la prima volta in questa vita) a comporre non tanto come autodidatta, ma con illustri e celebratissimi maestri del passato come G. Zarlino, L. Zacconi, F. Soriano, G.M. Bononcini, J.J. Fux, Padre Martini, C. Bendinelli, L.A. Sabbatini, F.A. Vallotti e altri innumerevoli musici i cui trattati e composizioni, sono stati abbondantemente saccheggiati da me, ero andato componendo montagne di contrappunti, arie, cantate, sonate, concerti, partite sopra bassi ostinati, parti di messe, e musica liturgica di diverso tipo, benché utilizzando sempre e solo l'unica tecnica compositiva che conosco, ovvero quella rinascimentale e barocca.
Come dicevo, dopo una decina d'anni di febbrile produzione, avevo praticamente desistito dal comporre, vinto dall'atteggiamento scettico e ostile di qualsiasi musicista con cui avevo a che fare, in special modo coloro che praticano la musica barocca o rinascimentale (con qualche felice eccezione), e ora, grazie all'apporto incoraggiante di Andrea e all'apparire di nuovi estimatori e nuovi compagni di viaggio, ho ripreso la penna (o meglio matita e gomma) in mano e ho composto di getto il Concerto per Fagotto e archi, Op. 59.
Da allora ho ravvivato la creatività che mi ardeva in petto, e debbo dire che la fiamma creativa è sempre stata mantenuta in vita come una brace ardente sotto la cenere e non ho mai smesso di dilettarmi di contrappunti vari; specialmente ho lavorato sui contrappunti doppi, cosa che mi viene utilissima ora in occasione a questa splendida idea di fare un forum inserito nel sito di Andrea dedicato per l'appunto alla Fuga.
Nel passato, quando volevo riprendere a comporre dopo un piccolo periodo di inattività, sempre partivo con un ciclo di fughe e mi rimettevo in sesto rivitalizzandomi come con una serie di iniezioni di potenti vitamine. Ora sono nel bel mezzo di una serie di fughe composte con osservazione del contrappunto doppio all'ottava: mai come ora mi sento sicuro di questa fondamentale tecnica e ho chiarito finalmente con me stesso molte cose che vorrei compartire con altri musicisti, perché – come bene si può immaginare – chi ha condotto una vita da didatta non può trattenersi dal dividere le proprie conoscenze con il prossimo. Sono molto felice di avere l'occasione di trasmettere il risultato dei miei studi con altri musicisti o studiosi perché, affermava un tempo il grande didatta e musicista Lodovico Zacconi,
è doveroso diffondere i propri segreti musicali, perché non è bello restituire al Padreterno i doni che egli ci ha elargito.
Ancora afferma Zacconi:
La scienza è un vaso di dolcissimo liquore ripieno, al quale, quando si và per torne, oltra che la via è faticosa, longa, ardua e difficile, altro non se ne porta che non quel tanto ch'ivi si beve, e veruno al compagno, per torli la fatica ne può portare, se da se stesso faticandosi non se ne và a torre: perché ognuno che ne voglia, conviene andare al fonte [...] Però fa dibisogno che chi qualche cosa vuole imparare, col sudore delle fatiche se l'aquisti: e a chi l'ingegno e la natura assai aiuto porge, lodi Iddio di sì largo dono, universal dispensatore delle grazie, che senza di Lui, nulla di buono si trova; e non se ne insuperbischi e glorifichi, che ben spesso [ciò che] oggi amando si loda, domani odiando si disprezza, e quel fiore ch'ora è vago e bello al suo piede, da qui a poco in terra pallido e disteso giace [...] Questo si dice; acciocchè i scolari sappiano che si nasce ignorante e che se si vuole sapere qualche cosa, convien che studiando l'impari.
Giorgio Pacchioni São Paulo (Brasil), Ottobre 2008
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Fuga Op. 60, Nr. 7 - (Tonale Doppia) added by Giorgio Pacchioni
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I file completi PDF e MIDI della fuga possono essere scaricati qui Ora presenter� questa nuova fuga, (audio) appena composta, con l'intento di scrivere un brano di tipo strumentale, quindi adatto ad essere suonato e non certo cantabile, a causa di passi rapidi e assai contorti, passi che si addicono a strumenti ad arco quali violini, viola e cello, con l'addizione (se piace) di due oboe e fagotto. Si tratta dunque di una fuga Tonale doppia, quindi con contrasoggetto che parte con la proposta dalla dominante ed arriva alla tonica, mentre la risposta far� il percorso contrario, salvando gli scambi melodici necessari a caratterizzare i segmenti di diapente e diatessaron della diapason del tono di Re minore (RE-LA) (LA-RE). La proposta,all'Alto, si caratterizza con quattro LA ribattuti cui segue una scaletta che discende dall'armonia della dominante delle prima battuta, alla tonica della seconda (vedi in prezioso basso fondamentale), la terza battuta non � altro che una riconferma del tono raggiunto, mediante un passo tipicamente strumentale, denso di appoggiature e di una cadenza di nuovo al tono di impianto. Il ContraSoggetto, al Basso, ha attinenza ed assomiglianza con la proposta, cosa che raramente fa buon effetto, ma viene proposto con i valori doppi delle prime quattro ribattute, inoltre prosegue con valori puntati, assenti nel soggetto. La Risposta, al Soprano, si appoggia atta tonica e crea un piccolo scambio di terza in luogo della seconda ascendente della proposta, dovendo conquistare lo spazio di un grado che gli permetta di cadere sulla dominante (vedi basso fond.). Nel frattempo con l'entrata del ContraSoggetto (che � sempre reale) si completano gli attacchi delle quattro parti essenziali, comprese le due cantilene a piacere delle parti estreme. La risposta termina la sua traiettoria cadenzando alla quinta del tono, e qui intervengono due codette modulanti per quarta, in realt� basterebbe una per tornare al RE minore base, con due si arriva alla quarta del tono (SOL min.), dove con un repentino guizzo cromatico ascendente si riporta alla dominante di RE da dove (a met� di batt.9) riparte la Proposta nel basso, distribuendo i ruoli rimanenti in luogo appropriato alle voci rimanenti, con ruoli differenti dalla precedente Proposta. Ora il ciclo si ripete (batt.6) con la circolazione nelle altre parti degli interpreti della fuga, abbiamo quindi la Proposta al Contralto e il ContraSoggetto al Basso, mentre a batt.8, il Soprano si impossessa della Proposta mentre il Tenore canta il ContraSoggetto. Le altre cantilene vendono fatte dalle voci che restano, ma variano i ruoli coperti nel primo girone di Proposta e Risposta.  A batt. 12 il Tenore attacca la sua risposta che fu del Soprano, mentre quest' ultimo attacca il ContraSoggetto alla battuta seguente. A batt.15 si presenta la Codetta per quarta che ripetendosi due volte porta il tono di due quarte sopra e quindi passa dal tono dil LA a quello di SOL, poi con la modulazione cromatica gi� udita al termine dei primo due attacchi, e questo ci riporta alla dominante di RE, dalla quale si ripete l'attacco iniziale dell'Alto, ma ora con il contorno completo di tutte le altre voci. Il termine della Proposta ci conduce alla tonica e, proseguendo da questa posizione armonica con le due codette per quarta ci si porta a DO minore (batt.23), ma l'addizione della modulazione cromatica ci conduce alla dominante del nuovo tono di SOL, abbiamo dunque una sequenza di due Proposte , la prima in RE e la seconda in SOL (batt.23).
Premetto che questa fuga si propone di fare a meno dei divertimenti e quindi a creare una fuga 'pura' e sintetica, giocando solo con gli elementi strutturali della fuga e piegandoli ora da un lato, ora dall'altro, per passare attraverso i due toni vicini a quello di partenza, ora accorciando ed ora allungando le codette modulanti, ora applicandole al termine della Proposta ed ora al termine della Risposta, e questo � certamente un modo interessante di fare una fuga, anche se, tutto sommato � pi� proprio di una fuga vocale di una strumentale.
 La Risposta del tono nuovo arriva puntuale a (batt. 26) ed il suo ContraSoggetto nella battuta seguente. Al suo termine abbiamo un ritorno al tono d'inizio (batt. 31), il passo modulativo viene effettuato cone la esclusione di una delle due codette modulanti, ma con il solo uso del passaggio cromatico che porta dalla dominante di SOL (RE) a quella di RE (LA). il ciclo di sola Proposta nel tono di RE ci porta alla condizione di modulare alla quinta (LA) con il solo uso del passo cromatico ascendente (batt. 34), nella stessa battuta, il soprano attacca la sua Proposta ed il Tenore risponde con il ContraSoggetto.
 La Risposta del nuovo tono di LA, avviene a (batt. 37) ed il suo legittimo ContraSoggetto alla battuta seguente, se precedentemente abbiamo visto modulazioni che hanno fatto a meno di una o ambedue delle Codette per quarta, ora dobbiamo, al contrario farne una in pi�, ovvero tre, per tornare al tono di partenza e questa volta definitivamente (batt. 44). Ora avremo una serie di stretti, ma essendo il soggetto praticamente composto di sole tre battute, non ci sono molte occasioni di stretto, ma vediamo come sono poste. La risposta Stretto 1 avviene a (batt. 46) da parte del Soprano, coadiuvata, come meglio possibile, dalle altre voci guidate dal basso fondamentale teorico, abbiamo ancora il tempo di introdurre il ContraSoggetto, il ch� avviene nella battuta seguente. Ed ancora una battuta dopo arriva una nuova Proposta al basso (Stretto2).
 A (batt. 49) entra lo Stretto3 come Risposta, notare come il basso fondamentale lo giustifichi automaticamente assecondando subito la sua natura armonica originaria, il suo ContraSoggetto, al soprano, fa appena in tempo ad accennarsi che l'alto entra con la Proposta (Stretto4) seguito nella battuta seguente dal soprano con la risposta come stretto n.5, una battuta dopo (batt. 53) entra il Basso con una ulteriore Proposta (Stretto 5) ed infine abbiamo l'ultima Proposta (Stretto 6), che si cala direttamente nel pedale del basso, che si prolunga sino alla fine del brano, mentre le parti superiori si rincorrono in un epilogo di elementi principali e secondari del tema, sino alla cadenza plagale finale che conduce alla tonica in terza maggiore
 Nel prossimo intervento parler� del suo adattamento per orchestra d'archi con oboe e Fagotto al seguito.
segue...
Vediamo ora come attribuire la fuga ad una strumentazione adatta al suo andamento. La sua destinazione per strumenti ad arco è la cosa più semplice, immediata e probabilmente di miglior risultato esecutivo, non a caso gli strumenti ad arco della famiglia dei violini da brazzo erano, nel periodo barocco, gli "Strumenti" per eccellenza, i più versatili come estensione, accordatura, dinamica e disponibilità virtuosistica. Ma se noi vogliamo dare le quattro parti alla famiglia degli archi composta classicamente da due violini, una viola ed un violoncello, ci accorgiamo che la estensione vocale da cui siamo partiti risulta essere troppo stretta e costretta in un ambito che non rende giustizia a questi strumenti, quello che appare più circoscritto sembrano essere soprattutto i due violini. La soluzione del caso è forse quella osservata nei migliori autori dell'epoca, ovvero invertire i due violini, ponendo il secondo (ovvero la parte di Alto) nel luogo del primo alzandolo di una ottava e nello stesso tempo attribuire la parte del soprano al secondo violino. Abbiamo così un allargamento in acuto della estensione delle parti ed una attribuzione strumentale più efficace, come si può notare dalla prima pagina della partitura finale posta qui sotto.
 Per quanto riguarda i rinforzi dati dagkli strumenti a fiato, il discorso rimane semplice per il raddoppio del Fagotto nella barte dei bassi, che se se ne presenta la necessità può sostituirsi al violoncello per tratti più o meno lunghi, accoppiandosi ai due Oboe superiori. Quest'ultimi poi hanno il preciso compito di sottolineare momenti particolari della fuga, quali sono modulazioni o sottolineature varie. E' come cerchiare una frase con un pennarello di colore rendendola più evidente. Il loro ruolo è bene che sia di carattere ostinato, rendendo così ancor più gradevoli i loro interventi, che appaiono subito memorizzabili e famigliari. Nel ripetere le loro frasette è bene che si scambino sovente i ruoli, ora in terze ed ora in seste, ora i primo sopra al secondo ed ora il secondo sopra al primo. insomma unità e varietà sono sempre efficaci e gradite dagli ascoltatori.
Fine del commento.
I file completi PDF e MIDI della fuga possono essere scaricati qui
28 November 2008
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